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Felix Schläpfer

Dr. sc. nat. habil. oec., selbständiger Wissenschafter

L’ultima correzione del popolo risale a 30 anni fa:con un triplice no alla «vecchia politica agricola» e con il 78% di sì al nuovo articolo costituzionale sull’agricoltura. Tre anni dopo è entrata in vigore lanuova legge sull’agricoltura.

Da allora la Confederazione indennizza l’agricoltura per le prestazioni d’interesse generale. La Confederazione orienta la politicaagricola mediante indicatori e obiettivi.

Chi ha seguito la politica agricola negli ultimi tredecenni conosce la rappresentazione. Si annunciano obiettivi. I media neparlano con toni favorevoli. Si legge di riforme. Si pensa: qualcosa si muove.

Ma poiché non vengono decise misure corrispondenti,tutto resta com’è: falsi incentivi, importazioni crescenti di foraggi, danniambientali, contraddizioni.

Ogni quattro anni, la stessa rappresentazione.

Bisogna distinguere tra parole e fatti, tra teatro ereali intenzioni. Detto in modo più benevolo: bisogna capire correttamente ilConsiglio federale.

Quando il Consiglio federale parla di «obiettivi delConsiglio federale», intende situazioni auspicabili. Ancora senza tenere contodegli interessi particolari dei produttori di suini, di Proviande, di Swissmilke delle banche che concedono crediti per la costruzione di stalle. Intende unasorta di obiettivi lordi ipotetici, «prima degli interessi».

La vera intenzione del Consiglio federale – ossia dopoaver tenuto conto degli interessi particolari – consiste essenzialmente nelmantenere l’attuale situazione, non conforme al diritto. Non è una sempliceaffermazione: lo si può dimostrare sulla base di documenti dellaConfederazione.

L’esempio più eloquente è quello delle emissioni diammoniaca, per la cui riduzione vengono spesi ogni anno centinaia di milioni difranchi. Gli obiettivi intermedi del Consiglio federale sono stati mancati unavolta dopo l’altra: nel 2002, 2006, 2012, 2016 e 2018. Sono stati rinviati eannunciati nuovamente, invariati. Secondo i dati dell’OCSE, le emissioni sonodiminuite del 4% dal 2000; secondo i dati della Confederazione, dell’8%. Oggirestano nettamente al di sopra dei vecchi obiettivi intermedi e molto al disopra (65%) della quantità legalmente ammessa.

I media, con persone responsabili dei temi checambiano di volta in volta, conoscono troppo poco queste finezze. Vedono soloil teatro. Ogni volta riferiscono in modo favorevole su obiettivi e riforme –come detto. Capiscono male il Consiglio federale.

Che cosa c’entra tutto questo con l’iniziativa?

Anche per quanto riguarda la posizione del Consigliofederale occorre distinguere tra parole e fatti, tra teatro e intenzioni.Quando il Consiglio federale scrive nel suo messaggio sull’iniziativa:

«Gli obiettivi dell’Iniziativa per un’alimentazionesicura e quelli del Consiglio federale presentano un’elevata concordanza quantoall’orientamento sostanziale» (pag. 19, 25)

e

«Le nuove disposizioni costituzionali sono inutili,poiché un ulteriore sviluppo della politica agricola nella direzione richiestadall’iniziativa è già pianificato (…)» (messaggio, pag. 26, analogamente pag. 3e 24),

parla di situazioni auspicabili e di sviluppi che, dadecenni, vengono annunciati in modo rituale, mancati e rinviati. Credere ilcontrario sarebbe ingenuo.

L’Iniziativa «Per un’alimentazione sicura» non vuolelimitarsi ad annunciare situazioni auspicabili. Vuole raggiungerle o – perl’obiettivo relativo a un approvvigionamento sicuro – «mirare» a raggiungerle.Chiede che vengano decise e attuate misure corrispondenti.

Dopo quanto detto, nessuno dovrebbe davvero temereche, in caso di accettazione dell’iniziativa, Consiglio federale e Parlamentosi spingano troppo oltre nell’attuazione delle disposizioni. Chi vuoleavvicinarsi almeno un po’ alle situazioni auspicabili deve votare sì.

 

Felix Schläpfer ha studiato e conseguito il dottorato(Dr. sc. nat.) all’Università di Zurigo e l’abilitazione in economia politica.Dopo attività di ricerca e insegnamento nei settori dell’economia ambientale,dell’economia delle risorse, dell’economia comportamentale e delle finanzepubbliche all’Università e al Politecnico federale di Zurigo, è statoprofessore presso una scuola universitaria professionale privata a Zurigo. Inqualità di responsabile della ricerca economica empirica, ha elaborato in numerosiprogetti basi scientifiche per la politica agricola svizzera. Dal 2025 èricercatore indipendente e si occupa di beni ambientali, capitale naturale,rendite economiche e altri temi. È membro dell’Editorial Board della rivistascientifica Ecological Economics.

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